Nuove
Tecnologie e Programmazione Didattica
E’ convinzione ormai sempre più condivisa
e diffusa tra i/le colleghi/e che le NT non rappresentano
una semplice cosmesi della didattica. Se così
fosse, l’insegnamento si ridurrebbe a pura competenza
tecnica e l’introduzione delle NT non sarebbe
altro che una nuova proposta ai docenti per affinare
le tecniche di trasmissione dei saperi.
Il paradigma educativo di riferimento deve invece essere
il dialogo e l’interazione più che la trasmissione
costretta in un rapporto gerarchico. L’insegnante
dovrà essere regista e stratega
delle situazioni formative. Ciò impone un allentamento
dei legami tradizionali dell’insegnante con la
sua disciplina, al fine di permettere a sé stesso
un rilancio dei saperi attraverso continui rimandi che
le diverse situazioni di volta in volta prospettano.
L’utilizzo delle NT acquista un valore rilevante
per l’insegnamento se diventa sempre più
occasione e motivo di ripensamento del curriculum scolastico
dei ragazzi e non solo se rappresentano una semplice
integrazione dell’offerta formativa.
La più recente letteratura pedagogica è
concorde nell’affermare che l’importanza
delle NT risiede nei nuovi significati che essi veicolano
per la formazione, piuttosto che nell’aumento
di capacità tecniche/operative che comunque portano
con sé. Le NT non ci insegnano sicuramente a
fare meglio le cose che abbiamo sempre fatto, ma si
limitano a facilitarle. Esse hanno spostato molto in
avanti il nostro modo di vivere, di pensare e ciò
ha modificato anche i nostri orizzonti non solo spaziali
e temporali ma anche e soprattutto culturali.
Le NT nella didattica quotidiana
In che modo le NT si possono introdurre nella quotidianità
della didattica inducendo significativi miglioramenti
nell’apprendimento? Antonio Calvani, in un suo
interessante saggio, ne dà alcune indicazioni:
- interazione didattica: sono i momenti di lezione
in cui gli/le insegnanti si possono avvalere di supporti
diversi, lavagna, cartellone, per evidenziare concetti,
relazioni,altro…; la lezione viene ad essere
una progressiva ricostruzione di conoscenze e significati
che vengono mediati da schemi, grafici, griglie, altro…;
- reading: prevedere durante la lezione momenti di
studio e lettura con l’impiego di cd–rom
e libri elettronici;
- editing: momenti di video scrittura a livello individuale
e di gruppo;
- authoring: la costruzione in classe o tra classi
e/o scuole diverse di ipertesti, ipermedia, pagine
web,…;
- documentazione aperta: la conservazione dei prodotti
permettendo la rielaborazione degli stessi a distanza
di tempo.
L’attività di authoring, quella che permette
di diventare autori di prodotti multimediali, obbliga
l’allestimento di un nuovo ambiente di apprendimento.
Importanza educativa e formativa delle NT
Non è sicuramente una novità asserire
che i ragazzi amano i computer e tutte le novità
elettroniche e digitali che il mercato oggi propone.
Sono i primi ad intuirne l’uso e, forse, i primi
a determinarne il mercato di riferimento. Nascono con
una comprensione direi innata di queste macchine e la
scuola fa fatica a star loro dietro. Il grande processo
di innovazione tecnologica in atto – addirittura
forse già in declino – ha suscitato una
rapida trasformazione del modo di lavorare e di imparare.
La scuola di base deve saper offrire l’acquisizione
di tutte quelle capacità che permettano ai giovani
studenti di conoscere ed utilizzare i più svariati
tipi di linguaggi attraverso una comunicazione efficace
ed interattiva, nonché porli di fronte a nuove
situazioni problematiche in modo che acquisiscano una
modalità scientifica nell’approccio (indagare,
ipotizzare, controllare, trarre conclusioni).
Le NT possono contribuire a ridare ai ragazzi accesso
diretto ai saperi. Ciò significa però
anche cambiare i concetti di programma, materia, classe,
voti, rapporti. I ragazzi fanno domande, indagano, sperimentano
la realtà in modo diretto, immediato; esplorando
acquisiscono conoscenze. La scuola dovrebbe “solo“
stimolare ciò che in loro é naturale,
permettendogli di tradurre in capacità le potenzialità
che posseggono. Sono molti gli effetti positivi facilmente
verificabili nell’uso delle NT nella didattica
quotidiana. Ne elenco alcuni.
Sotto l’aspetto psicomotorio e cognitivo,
portano ad un più rapido sviluppo della coordinazione
oculo–manuale; al rinforzo della lateralizzazione
e al rinforzo dei principali concetti topologici; al
consolidamento nell’organizzazione dello spazio
grafico; allo sviluppo del pensiero induttivo (prove
ed errori); alla stimolazione di un approccio critico
alla realtà.
Dal punto di vista socio – affettivo,
sviluppano la comunicazione con i compagni e gli adulti;
stimolano atteggiamenti collaborativi in funzione di
un prodotto finale al quale tutti concorrono; consolidano
il rispetto di regole e/o comportamenti stabiliti all’
interno di un gruppo che lavora insieme al computer.
Modifica il ruolo dell’insegnante:
viene un po’ messo da parte in funzione di un’interazione
diretta tra bambino e macchina; non è più
solo chi corregge, modifica, “ conosce “…Anzi
viene spesso coinvolto in un percorso di nuove scoperte
allo stesso modo degli studenti; diventa collegamento
fra i ragazzi, le NT e le nuove conoscenze alle quali
insieme si accede.
Ruolo centrale in questo processo nuovo di insegnamento/apprendimento
è l’uso di Internet. Strumento prezioso
nell’era della globalizzazione. Strumento affascinante
ed altamente seduttivo non solo per i giovani. Ma nella
“ rete “ non bisogna cascarci come pesci
di “ paranza “!
Una positività tra le tante: la produzione
in proprio di materiale didattico
Le attività che le scuole possono intraprendere
in rete sono molteplici: si va dalla consultazione di
siti e banche dati realizzati da altri (cataloghi di
biblioteche, di materiale didattico multimediale, siti
di musei, centri di ricerca scientifica...), alla realizzazione
di pagine Web informative sulla scuola, fino alla messa
in comune di materiale, sia "operativo", come
software applicativo per la risoluzione di problemi,
o per l'apprendimento delle lingue straniere, sia consultivo
(ipertesti sulla propria regione o sulla propria zona,
diffusione on line di ricerche su vari argomenti...).
In tutte queste fasi interviene trasversalmente l'attività
di collaborazione tra studenti e alunni di una stessa
scuola e, aprendosi ad altre realtà, con ragazzi
di scuole lontane. Questo aspetto può essere
definito "trasversale" poiché esso
non costituisce un fine in se stesso, se non nel caso
della pratica linguistica, ma è il fondamento
di ogni confronto, ricerca e produzione di materiali
che siano utili per chi li ha realizzati ma anche per
chiunque altro possa averne bisogno. La misura in cui
la collaborazione è presente in rete e favorisce
la realizzazione di progetti comuni è indice
di un maggior o minor utilizzo della rete nelle potenzialità
che più le sono proprie, come strumento di interconnessione,
di contatto tra realtà culturalmente e geograficamente
lontane.
Delle varie opportunità di utilizzo della rete
(reperimento di informazioni, chat line...), una che
mi pare didatticamente rilevante è: la
produzione in proprio di materiale didattico.
Questo perché la rete ricopre sicuramente un
ruolo innovativo rispetto ai sistemi tradizionali di
insegnamento/apprendimento. L'avvento della telematica
ha indubbiamente facilitato ed aperto a nuove, diversificate
possibilità, le attività tradizionalmente
fatte nella scuola: per le ricerche degli studenti non
ci si deve più arrabattare tra le povere o assenti
risorse dell'enciclopedia di casa o della biblioteca
di paese e visite di poche ore, ma ci si può
servire delle tante informazioni reperibili in rete;
si può poi pian piano imparare a produrre da
sé pagine da pubblicare on line, sia anche al
solo scopo di perfezionare le competenze informatiche,
dunque con scarsa attenzione ai contenuti.
Il Web però offre un'opportunità in più,
anch'essa forse radicata nel passato, poiché
è vero che anche prima di Internet c'erano scuole
che svolgevano attività di collaborazione e si
scambiavano materiale didattico, ma molti di più
erano i casi in cui i prodotti realizzati da una scuola
o da un gruppo-classe restavano patrimonio, non condiviso,
non allargato, di quel solo nucleo. Con i collegamenti
telematici oggi disponibili, è possibile contattare
partner per la realizzazione di una ricerca comune,
o condurre un'esperienza su uno stesso argomento per
poi confrontare i risultati, o ancora mettere a disposizione
di altri alunni ed insegnanti software per l'apprendimento
di una disciplina... il tutto con la comodità
di contatti rapidi e di rapida visualizzazione dei risultati
della ricerca.
In termini generali, a prescindere dalla sua pubblicazione
o meno su Web, la realizzazione in proprio di software
è per le scuole una sfida ed una grossa risorsa,
per almeno quattro buone ragioni:
- In ambito didattico il materiale edito dalle case
produttrici di software non è molto abbondante,
specie quello in italiano e conforme ai programmi
ministeriali;
- Anche ammesso che la scelta di prodotti commerciali
fosse più ampia, non è detto che essa
risponda alle esigenze specifiche di utenti con situazioni
scolastiche, logistiche, configurazioni hardware specifiche;
- La scarsità di fondi è comunque un
forte deterrente all'acquisto di software didattico
sul mercato, talvolta offerto a prezzi proibitivi;
- Realizzare in proprio significa essere maggiormente
consapevoli delle logiche che governano un programma
applicativo o un ipertesto, imparare non solo a navigare
servendosi dei link ma a saperne creare di significativi.
Non è sempre facile infatti ed anzi richiede
una buona dose di abilità e dimestichezza col
mezzo, individuare tra le parole che costituiscono
lo scheletro di un ipertesto, la sua struttura portante,
quelle che necessitano di un approfondimento, di un
arricchimento con immagini, o ulteriori specificazioni
testuali. Insomma, a chi produce in proprio è
richiesta la capacità di aggiungere percorsi,
chiavi di lettura, suggerimenti che non realizzino
un mero aumento di rumore, di complessità,
ma rappresentino un'apertura costruttiva e pertinente,
un'occasione per riflettere o conoscere meglio l'argomento
proposto.
Quanto poi alle argomentazioni in favore di una pubblicazione
in rete dei propri prodotti, se ne possono segnalare
almeno due:
- Altri studenti, di altre scuole, possono beneficiare
del lavoro svolto, consultandolo on line o scaricandolo
sul proprio hard disk: ne può nascere un confronto
ed un eventuale proseguimento del progetto a più
mani. Non solo poi i nuovi utenti del software apprenderanno
dai contenuti, ma potranno a loro volta trarre spunti
utili per un eventuale lavoro in proprio (vedere come
ad esempio un ipertesto sulla storia è stato
strutturato, quali approfondimenti sono stati presentati,
ecc. e servirsene per la realizzazione di un lavoro
analogo);
Il formato HTML costituisce una risorsa condivisibile
da chiunque disponga di un Web browser: indipendentemente
dalla piattaforma e dai programmi specifici di cui ciascuna
scuola dispone sui propri computer, si potrà
dunque contare su un canale comune e di facile navigazione.
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