Per gli Insegnanti [ 1 ] [ 2 ]

Nuove Tecnologie e Programmazione Didattica

E’ convinzione ormai sempre più condivisa e diffusa tra i/le colleghi/e che le NT non rappresentano una semplice cosmesi della didattica. Se così fosse, l’insegnamento si ridurrebbe a pura competenza tecnica e l’introduzione delle NT non sarebbe altro che una nuova proposta ai docenti per affinare le tecniche di trasmissione dei saperi.
Il paradigma educativo di riferimento deve invece essere il dialogo e l’interazione più che la trasmissione costretta in un rapporto gerarchico. L’insegnante dovrà essere regista e stratega delle situazioni formative. Ciò impone un allentamento dei legami tradizionali dell’insegnante con la sua disciplina, al fine di permettere a sé stesso un rilancio dei saperi attraverso continui rimandi che le diverse situazioni di volta in volta prospettano. L’utilizzo delle NT acquista un valore rilevante per l’insegnamento se diventa sempre più occasione e motivo di ripensamento del curriculum scolastico dei ragazzi e non solo se rappresentano una semplice integrazione dell’offerta formativa.
La più recente letteratura pedagogica è concorde nell’affermare che l’importanza delle NT risiede nei nuovi significati che essi veicolano per la formazione, piuttosto che nell’aumento di capacità tecniche/operative che comunque portano con sé. Le NT non ci insegnano sicuramente a fare meglio le cose che abbiamo sempre fatto, ma si limitano a facilitarle. Esse hanno spostato molto in avanti il nostro modo di vivere, di pensare e ciò ha modificato anche i nostri orizzonti non solo spaziali e temporali ma anche e soprattutto culturali.

Le NT nella didattica quotidiana

In che modo le NT si possono introdurre nella quotidianità della didattica inducendo significativi miglioramenti nell’apprendimento? Antonio Calvani, in un suo interessante saggio, ne dà alcune indicazioni:

  • interazione didattica: sono i momenti di lezione in cui gli/le insegnanti si possono avvalere di supporti diversi, lavagna, cartellone, per evidenziare concetti, relazioni,altro…; la lezione viene ad essere una progressiva ricostruzione di conoscenze e significati che vengono mediati da schemi, grafici, griglie, altro…;
  • reading: prevedere durante la lezione momenti di studio e lettura con l’impiego di cd–rom e libri elettronici;
  • editing: momenti di video scrittura a livello individuale e di gruppo;
  • authoring: la costruzione in classe o tra classi e/o scuole diverse di ipertesti, ipermedia, pagine web,…;
  • documentazione aperta: la conservazione dei prodotti permettendo la rielaborazione degli stessi a distanza di tempo.

L’attività di authoring, quella che permette di diventare autori di prodotti multimediali, obbliga l’allestimento di un nuovo ambiente di apprendimento.

Importanza educativa e formativa delle NT

Non è sicuramente una novità asserire che i ragazzi amano i computer e tutte le novità elettroniche e digitali che il mercato oggi propone. Sono i primi ad intuirne l’uso e, forse, i primi a determinarne il mercato di riferimento. Nascono con una comprensione direi innata di queste macchine e la scuola fa fatica a star loro dietro. Il grande processo di innovazione tecnologica in atto – addirittura forse già in declino – ha suscitato una rapida trasformazione del modo di lavorare e di imparare. La scuola di base deve saper offrire l’acquisizione di tutte quelle capacità che permettano ai giovani studenti di conoscere ed utilizzare i più svariati tipi di linguaggi attraverso una comunicazione efficace ed interattiva, nonché porli di fronte a nuove situazioni problematiche in modo che acquisiscano una modalità scientifica nell’approccio (indagare, ipotizzare, controllare, trarre conclusioni).
Le NT possono contribuire a ridare ai ragazzi accesso diretto ai saperi. Ciò significa però anche cambiare i concetti di programma, materia, classe, voti, rapporti. I ragazzi fanno domande, indagano, sperimentano la realtà in modo diretto, immediato; esplorando acquisiscono conoscenze. La scuola dovrebbe “solo“ stimolare ciò che in loro é naturale, permettendogli di tradurre in capacità le potenzialità che posseggono. Sono molti gli effetti positivi facilmente verificabili nell’uso delle NT nella didattica quotidiana. Ne elenco alcuni.

Sotto l’aspetto psicomotorio e cognitivo, portano ad un più rapido sviluppo della coordinazione oculo–manuale; al rinforzo della lateralizzazione e al rinforzo dei principali concetti topologici; al consolidamento nell’organizzazione dello spazio grafico; allo sviluppo del pensiero induttivo (prove ed errori); alla stimolazione di un approccio critico alla realtà.
Dal punto di vista socio – affettivo, sviluppano la comunicazione con i compagni e gli adulti; stimolano atteggiamenti collaborativi in funzione di un prodotto finale al quale tutti concorrono; consolidano il rispetto di regole e/o comportamenti stabiliti all’ interno di un gruppo che lavora insieme al computer.
Modifica il ruolo dell’insegnante: viene un po’ messo da parte in funzione di un’interazione diretta tra bambino e macchina; non è più solo chi corregge, modifica, “ conosce “…Anzi viene spesso coinvolto in un percorso di nuove scoperte allo stesso modo degli studenti; diventa collegamento fra i ragazzi, le NT e le nuove conoscenze alle quali insieme si accede.
Ruolo centrale in questo processo nuovo di insegnamento/apprendimento è l’uso di Internet. Strumento prezioso nell’era della globalizzazione. Strumento affascinante ed altamente seduttivo non solo per i giovani. Ma nella “ rete “ non bisogna cascarci come pesci di “ paranza “!

Una positività tra le tante: la produzione in proprio di materiale didattico

Le attività che le scuole possono intraprendere in rete sono molteplici: si va dalla consultazione di siti e banche dati realizzati da altri (cataloghi di biblioteche, di materiale didattico multimediale, siti di musei, centri di ricerca scientifica...), alla realizzazione di pagine Web informative sulla scuola, fino alla messa in comune di materiale, sia "operativo", come software applicativo per la risoluzione di problemi, o per l'apprendimento delle lingue straniere, sia consultivo (ipertesti sulla propria regione o sulla propria zona, diffusione on line di ricerche su vari argomenti...). In tutte queste fasi interviene trasversalmente l'attività di collaborazione tra studenti e alunni di una stessa scuola e, aprendosi ad altre realtà, con ragazzi di scuole lontane. Questo aspetto può essere definito "trasversale" poiché esso non costituisce un fine in se stesso, se non nel caso della pratica linguistica, ma è il fondamento di ogni confronto, ricerca e produzione di materiali che siano utili per chi li ha realizzati ma anche per chiunque altro possa averne bisogno. La misura in cui la collaborazione è presente in rete e favorisce la realizzazione di progetti comuni è indice di un maggior o minor utilizzo della rete nelle potenzialità che più le sono proprie, come strumento di interconnessione, di contatto tra realtà culturalmente e geograficamente lontane.

Delle varie opportunità di utilizzo della rete (reperimento di informazioni, chat line...), una che mi pare didatticamente rilevante è: la produzione in proprio di materiale didattico.

Questo perché la rete ricopre sicuramente un ruolo innovativo rispetto ai sistemi tradizionali di insegnamento/apprendimento. L'avvento della telematica ha indubbiamente facilitato ed aperto a nuove, diversificate possibilità, le attività tradizionalmente fatte nella scuola: per le ricerche degli studenti non ci si deve più arrabattare tra le povere o assenti risorse dell'enciclopedia di casa o della biblioteca di paese e visite di poche ore, ma ci si può servire delle tante informazioni reperibili in rete; si può poi pian piano imparare a produrre da sé pagine da pubblicare on line, sia anche al solo scopo di perfezionare le competenze informatiche, dunque con scarsa attenzione ai contenuti.

Il Web però offre un'opportunità in più, anch'essa forse radicata nel passato, poiché è vero che anche prima di Internet c'erano scuole che svolgevano attività di collaborazione e si scambiavano materiale didattico, ma molti di più erano i casi in cui i prodotti realizzati da una scuola o da un gruppo-classe restavano patrimonio, non condiviso, non allargato, di quel solo nucleo. Con i collegamenti telematici oggi disponibili, è possibile contattare partner per la realizzazione di una ricerca comune, o condurre un'esperienza su uno stesso argomento per poi confrontare i risultati, o ancora mettere a disposizione di altri alunni ed insegnanti software per l'apprendimento di una disciplina... il tutto con la comodità di contatti rapidi e di rapida visualizzazione dei risultati della ricerca.

In termini generali, a prescindere dalla sua pubblicazione o meno su Web, la realizzazione in proprio di software è per le scuole una sfida ed una grossa risorsa, per almeno quattro buone ragioni:

  1. In ambito didattico il materiale edito dalle case produttrici di software non è molto abbondante, specie quello in italiano e conforme ai programmi ministeriali;
  2. Anche ammesso che la scelta di prodotti commerciali fosse più ampia, non è detto che essa risponda alle esigenze specifiche di utenti con situazioni scolastiche, logistiche, configurazioni hardware specifiche;
  3. La scarsità di fondi è comunque un forte deterrente all'acquisto di software didattico sul mercato, talvolta offerto a prezzi proibitivi;
  4. Realizzare in proprio significa essere maggiormente consapevoli delle logiche che governano un programma applicativo o un ipertesto, imparare non solo a navigare servendosi dei link ma a saperne creare di significativi. Non è sempre facile infatti ed anzi richiede una buona dose di abilità e dimestichezza col mezzo, individuare tra le parole che costituiscono lo scheletro di un ipertesto, la sua struttura portante, quelle che necessitano di un approfondimento, di un arricchimento con immagini, o ulteriori specificazioni testuali. Insomma, a chi produce in proprio è richiesta la capacità di aggiungere percorsi, chiavi di lettura, suggerimenti che non realizzino un mero aumento di rumore, di complessità, ma rappresentino un'apertura costruttiva e pertinente, un'occasione per riflettere o conoscere meglio l'argomento proposto.

Quanto poi alle argomentazioni in favore di una pubblicazione in rete dei propri prodotti, se ne possono segnalare almeno due:

  • Altri studenti, di altre scuole, possono beneficiare del lavoro svolto, consultandolo on line o scaricandolo sul proprio hard disk: ne può nascere un confronto ed un eventuale proseguimento del progetto a più mani. Non solo poi i nuovi utenti del software apprenderanno dai contenuti, ma potranno a loro volta trarre spunti utili per un eventuale lavoro in proprio (vedere come ad esempio un ipertesto sulla storia è stato strutturato, quali approfondimenti sono stati presentati, ecc. e servirsene per la realizzazione di un lavoro analogo);

Il formato HTML costituisce una risorsa condivisibile da chiunque disponga di un Web browser: indipendentemente dalla piattaforma e dai programmi specifici di cui ciascuna scuola dispone sui propri computer, si potrà dunque contare su un canale comune e di facile navigazione.

[ 1 ] [ 2 ]

 
 
  • Scarica il documento in formato elettronico.... [pdf]